Circolari

Circolare 57/2015

» 23.06.2015

A seguito dell’approvazione da parte della Commissione Europea del meccanismo di scissione dei pagamenti (o split payment) per il versamento dell’IVA relativa alle forniture di beni e servizi alla pubblica amministrazione, proposta dal Governo italiano e già in vigore dallo scorsogennaio, questa – in applicazione della procedura prevista dall’art. 395 della direttiva 2006/112/CE del 28 novembre 2006 - ha formalizzato una proposta di Decisione da sottoporre al Consiglio, affinché tale organo comunitario dia il via libera definitivo alla richiesta dello Stato italiano. Per entrare in vigore, la proposta di Decisione dovrà essere approvata all’unanimità dal Consiglio.

La proposta di Decisione riconosce che il sistema di split payment sia stato istituito dall’Italia per porre fine alle ingenti frodi IVA relative alle forniture verso la PA riscontrate dall’Amministrazione fiscale italiana.

Tale proposta, inoltre, prevede che il meccanismo di scissione dei pagamenti abbia carattere temporaneo e si applichi quindi fino al 31 dicembre 2017. Ciò dovrebbe consentire all’Amministrazione fiscale italiana di sviluppare un’adeguata politica di controllo delle frodi in questo settore, sfruttando i dati che diverranno disponibili in via elettronica, per effetto dell’adozione obbligatoria dell’utilizzo della fatturazione elettronica per le operazioni effettuate nei confronti della PA. Verrebbe quindi meno l’esigenza di prolungare l’efficacia dello split payment oltre il termine previsto dalla Decisione.

E’ particolarmente interessante osservare come la proposta di Decisione abbia cercato di tenere in considerazione anche gli effetti di carattere finanziariodovuti al rischio di accumulo di ingenti crediti IVA da chiedere a rimborso - che il meccanismo di split payment genera a carico dei fornitori della PA. In tale ottica, la proposta di Decisione stabilisce che, entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore dello split payment, l’Italia trasmetta alla Commissione europea una relazione sulla situazione generale dei rimborsi dell’IVA ai soggetti passivi interessati da tali misure e, in particolare, sulla durata media della procedura di rimborso.

La proposta di Decisione autorizza quindi l’Italia a:

  • prevedere che l’IVA dovuta sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi alle pubbliche amministrazioni debba essere versata dal destinatario su un conto bancario distinto e bloccato dell’Amministrazione fiscale (deroga all’art. 206 della direttiva IVA);
  • imporre che nelle fatture emesse in relazione alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi alle pubbliche amministrazioni sia introdotta una menzione speciale indicante che l’IVA deve essere versata su un conto bancario distinto e bloccato dell’Amministrazione fiscale (deroga all’art. 226 della direttiva IVA).

Si allega il testo della proposta di Decisione.

Distinti saluti.


Documenti allegati

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